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Appello del Gran Maestro contro il genocidio a Gaza

Appello del Gran Maestro contro il genocidio a Gaza

Foto: Al Mogheer Shurrab, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

27 Luglio 2025

Carissimi Amici e Confratelli,

non siamo più davanti a una guerra: siamo davanti a un genocidio in diretta mondiale. Gaza non è un campo di battaglia: è un mattatoio. E i carnefici hanno nome e cognome. Non c’è difesa, non c’è “diritto alla sicurezza” che possa giustificare lo sterminio di un popolo intero. Chi lo nega mente, chi lo minimizza è complice.

Oltre 65.000 palestinesi sono già stati uccisi, tra loro migliaia di bambini. Gaza è ridotta a un cimitero a cielo aperto, senza acqua, senza elettricità, senza ospedali. La gente muore di bombe, di fame e di sete. I corpi restano sotto le macerie, i profughi vengono ammassati come bestiame, spinti ad un esodo che non ha ritorno. È il più grande crimine contro l’umanità dalla Seconda guerra mondiale.

Eppure, mentre i civili vengono annientati, Israele pianifica il futuro della Striscia come se fosse un lotto di terreno da mettere a reddito. Esistono già documenti ufficiali che parlano chiaro: un piano per trasformare Gaza in un resort di lusso, una “Dubai sul Mediterraneo”, da realizzare deportando due milioni di persone con quattro spiccioli e qualche razione di cibo. Questo non è sviluppo: è pulizia etnica travestita da business. È l’osceno progetto di cancellare un popolo e farci sopra soldi.

Al comando di questa barbarie c’è un uomo che agisce come un despota fuori controllo. Un leader che la stessa classe politica israeliana, in passato, ha definito malato di mente. Un uomo che sacrifica tutto – compreso il suo stesso popolo, a partire dagli stessi ostaggi – per restare aggrappato al potere. Al suo fianco, come sponda internazionale, troviamo il Presidente degli Stati Uniti, che da tempo ragiona in termini di deportazioni e “soluzioni finali” mascherate da piani economici. Due figure che, in un mondo "normale", verrebbero fermate, isolate. Invece, gli si stringe la mano; e qualcuno ha perfino avuto l'ardire di candidarli al Nobel per la pace. Per la pace ...

L’Occidente tace, anzi: arma, finanzia, giustifica. L’Europa, che ama definirsi culla dei diritti, non trova il coraggio neppure di sospendere gli accordi commerciali con Israele. Si limita a sanzionare nove coloni insignificanti, mentre a Gaza si seppelliscono intere famiglie sotto le bombe. Gli Stati Uniti continuano a ripetere il mantra del “diritto a difendersi”, mentre inviano missili e denaro. Ipocrisia allo stato puro: se queste stesse immagini venissero dall’Ucraina, parleremmo di genocidio senza esitazioni.

Diciamolo chiaro: Israele non sta difendendo nulla. Sta cannibalizzando un popolo fratello. Sta facendo della Striscia un laboratorio di annientamento. Sta rendendo legale e normale ciò che ieri sarebbe stato indicibile: la fame come arma, la deportazione come politica, il genocidio come “strategia”.

Io non sono un diplomatico. Non sono un Capo di Stato, o un Presidente del Consiglio. Sono un cittadino italiano, che continua a credere nei valori della democrazia, e nel fondamento cristiano dell'Europa (di cui Israele, vale la pena di ricordarlo, non ha mai fatto parte).

Ma sono anche a capo di un Ordine che ha come missione secolare quella di proteggere gli innocenti. E mi sarei aspettato che i miei governanti, quelli stessi che si scandalizzano per l'ennesimo femminicidio (e ci mancherebbe), o per l'ulteriore episodio di bullismo (e giustamente) ai danni di un minore, si scandalizzino a maggior ragione, per il genocidio di 65.000 palestinesi, gran parte dei quali donne e bambini, e costringessero Israele, diritto internazionale alla mano, ad un cessate il fuoco, ad aprire corridoi umanitari veri, a fermare i criminali che stanno scrivendo con il sangue l’ennesima pagina nera della storia.

E invece, niente: "ragion di stato", appunto.

E così, tra un TG e l'altro, facendo lo slalom tra un'immagine e l'altra di gente che muore sotto le bombe, il "Grande Fratello" ci somministra la dose giornaliera de "La Ruota della Fortuna", e dei "Fatti Vostri"; a mo' di antidolorifico, dal forte valore catartico.

Ma non si dica un giorno “non sapevamo”. In realtà lo sappiamo benissimo: Gaza brucia davanti ai nostri occhi, e ogni bambino che muore oggi sotto le macerie griderà contro di noi domani.

E non ci sarà giustificazione che tenga.

Roberto Spreti-Malmesi Griffo Focas di Cefalonia

Gran Maestro del Sovrano Ordine Ospitaliero di Sant’Elena Imperatrice